STORIA DI FILATI NATURALI

I PRIMI PASSI

E’ ad una fattura del 1884 su carta intestata di Giustino Pecci che si fa risalire l’inizio dell’attività imprenditoriale familiare.
Il carattere di Luigi Pecci, visionario e allo stesso tempo incline al duro lavoro, è la chiave per interpretare la fase di solida strutturazione che l’azienda vive nel contesto di un industria tessile in fase post-primordiale. Accentratore e riservato, tale da risultare a tratti arcigno, compie tutte i passaggi che fanno del lanificio un modello organizzativo nel settore, tra i quali inviare il primogenito Enrico ad Amburgo, a quell’epoca la più internazionale ed evoluta delle città tedesche, per maturare una concezione “globale” dell’attività imprenditoriale.

DI PADRE IN FIGLIO

Dopo la successione al padre nel 1936, Enrico Pecci, dal carattere aperto ed estroverso, imprime un’impostazione più moderna al lanificio, tutta tesa all’esportazione, cercando di coinvolgere i propri concorrenti come potenziali soci in affare, contribuendo allo sviluppo del distretto pratese ed è proprio così che nascono i primi stabilimenti in Perù e Sudafrica
Figura da un lato autorevole e rigorosa ma al contempo socievole ed incline alle relazioni, ricoprirà per molti anni il ruolo di Presidente dell’Unione Industriale Pratese a partire dalla fase cruciale dell’immediato dopoguerra, dove sarà l’artefice dell’acquisizione di grandi ed importanti commesse, soprattutto estere, determinanti per la ripresa del distretto e per la ricostruzione della città.

UNA NUOVA SEDE

Nei primi anni ’70, il Lanificio Pecci si trasferisce nella nuova e moderna sede di Capalle ed il Cavaliere del lavoro Enrico passa le consegne al primogenito Luigi.
Proprio mentre le innovazioni apportate da Luigi iniziano a dare i loro effetti, la famiglia e l’azienda sono costretti ad affrontare la sua prematura scomparsa. Le maestranze, la cittadinanza e le istituzioni economiche e sociali si stringono intorno ai familiari nel dolore mentre i valori del lavoro e dell’ottimismo prendono nuovamente il sopravvento per generare, a partire da un evento tragico, nuove determinazioni.
Viene, quindi, affidata la guida aziendale al secondogenito, Alberto, e pochi anni dopo viene regalato a Prato il Centro per l’Arte Contemporanea intitolato a Luigi Pecci.

L'ESPANSIONE GLOBALE

Con Alberto Pecci l’azienda si evolve nella direzione di un gruppo integrato di imprese diversificate. E’ un periodo di importanti acquisizioni - quelle delle aziende tessili Pontoglio e Privernum - e delle diversificazioni nella confezione, nei tessuti in jersey e nei filati.
Come i suoi predecessori, Alberto dimostra di sapersi adattare ai cambiamenti ambientali, in un’epoca di trasformazioni strutturali del tessile, la sua gestione aziendale risponde con successo alle esigenze del momento.
Alla crisi del modello produttivo verticale ed integrato risponde ristrutturando il lanificio in un insieme di unità indipendenti e complementari, gestite da manager che valorizzano il patrimonio strutturale e l’esperienza del lanificio in modo consapevole, proiettandone i valori nei nuovi, mutati scenari. In questa logica nasce l’esperienza di Manifattura Pecci 1884.

UNA NUOVA VISIONE

La discontinuità dall’esperienza del Lanificio Pecci riesce nel suo obiettivo, creando una forte spinta propulsiva e generando una nuova visione. Con Manifattura Pecci 1884 si realizza un disegno unico nel suo genere, in grado di coniugare la dinamicità di una new company con la solidità e l’esperienza di un’azienda storica.
La visione Manifattura Pecci 1884 così si può riassumere: valorizzazione dell’assoluta unicità dei “saperi” profondamente radicati del tessile pratese, esaltazione della cultura storica e dell’etica del lavoro, adattamento ai mutevoli territori della moda e del life-style. Occorre guardare con occhi sempre nuovi al mercato con una prospettiva che include il passato e si proietta verso il futuro.

IL FUTURO

La nuova sfida è quella di riuscire a dialogare con mercati e paesi dalle culture diverse e per molti aspetti molto lontane dalla nostra. Fare business con attori tradizionali e con quelli nuovi dei paesi emergenti. Perpetrare e diffondere i valori e le qualità della manifattura d’eccellenza, sia come concetto di “personalizzazione nell’industrializzazione” che è il vero valore aggiunto del Made in Italy, sia come rispetto dei criteri di sostenibilità del lavoro, non solo ecologica ma anche sociale ed umana, senza i quali il concetto di qualità resta un’asserzione generica ed impersonale. Qualità non è solo al servizio e vantaggio del business e dell’interesse di pochi ma anche qualità della vita in senso più ampio.
Manifattura Pecci 1884 crede al valore del distretto come rete integrata di servizi e di eccellenze a beneficio dei suoi partner e clienti, coniugandolo con l’impegno per il benessere di chi vive nel distretto e del distretto.